classroom ai tempi del coronavirus

In questi giorni stiamo tutti sperimentando strumenti vacchi/nuovi di didattica con le tecnologie.

Classroom è usata dal nostro Comprensivo (Scuola sec primo grado) fin dai primi tempi della gsuite cioè 22 febbraio 2013. Per molti prof è una prassi consolidata, altri invece stanno muovendo i primi passi, ora.

Per tutti, docenti e soprattutto genitori, sarà possibile richiedere piccoli e brevi interventi a distanza da parte del team dell'innovazione, ovviamente scrivendo una mail.

intanto per non lasciare vuota questa domenica casalinga, ecco due brevi videotutorial che potete tutti cominciare a ... studiare. #andratuttobene ##lascuolanonsiferma

8 marzo 2020

In questi giorni di grande confusione e cambiamento delle nostre vite, non bisogna dimenticare che l'impegno civile di tutti continua anche in altre direzioni (oltre il virus). 8 marzo, giornata della donna.

ecco, ancora degli spunti, materiali e suggerimenti di attività, alcune già proposte sul sito negli anni passati, ma sempre attuali, altre nuove come il doodle di iericreato dalle artiste Julie Wilkinson, Joyanne Horscroft, Marion Willam e Daphne Abderhalden; l'animazione va dal 1800 fino al 1930, poi si passa agli anni ’50 fino agli anni ’80 nel ricordo della lotta per la parità dei sessi, arrivando ai giorni nostri.

 QUI un vecchio progetto lombardo del 2012 imPARI a scuola, QUI un quaderno di osservazione per la scuola dell'infanzia e QUI uno dell'UNICEF che contengono però spunti adatti a tutti.

 genere

è Natale

... è Natale. Stavolta voglio fare un regalo a nome mio, il webmaster del sito, l'animatore digitale, la prof.

Nel 1973 frequentavo la terza media, in una classe femminile. Un passo indietro rispetto alle scuole elementari dove eri stata in classi miste. La Ricciotti aveva tre sedi: quella femminile ai piedi del classico, quella maschile al palazzo dell'ECA, quella mista a via Paleario. Noi maschi e femmine ci incontravamo all'uscita quando i due affluenti si mischiavano alla Provincia (quel pezzo di marciapiede/strada che passa davanti alla chiesa di Sant'Antonio) in un unico fiume di giovinezza.

L'anno seguente, avrei scalato il colle della cultura cittadina, il Turriziani; ci sarebbe stata la rivoluzione dei decreti delegati, la democrazia e la partecipazione di alunni e famiglie nella gestione della scuola, tutta un'altra storia. Poi sarebbe iniziato il piombo delle stragi (come ci ricordano le ricorrenze), è passato già mezzo secolo da Piazza Fontana.

L'articolo che ho letto e che voglio regalare fa riferimento allo sbarco sulla Luna, che nel '73 era già acqua passata. 
eccolo il regalo, è l'immagine che posto qui sotto:

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Il 2 novembre del 1973 una donna scrisse una lettera al marito, emigrato  in Germania: era analfabeta, nonostante le campagne televisive di alfabetizzazione degli adulti (vedi la trasmissione Non è mai troppo tardi).

La lettera era parte di un numeroso carteggio ormai perduto, e finì fra le mani dello scrittore Gesualdo Bufalino di Comiso in provincia di Ragusa, che "tradusse" o meglio "interpretò" quei simboli in lingua italiana.
Nei casi di analfabetismo le persone si rivolgevano solitamente a una persona in grado di scrivere, sia amica sia a pagamento. L’autrice della lettera scelse di "scrivere" senza intermediari, di realizzare dei piccoli disegni in grado di comunicare al marito tutto ciò che voleva. Lo scrittore conobbe la storia della famiglia dal racconto del farmacista di paese. 

Ecco la sua traduzione:

Amore mio caro, il mio cuore è trafitto dal tuo pensiero lontano, e ti tendo le braccia insieme ai tre figli. Tutti in buona salute, io e i due grandicelli, indisposto, ma non gravemente, il piccino. La precedente lettera che t’ho spedito non ha ricevuto risposta e ne soffro. Tua madre, colpita da un male, si trova in ospedale, dove mi reco a trovarla. Non temere che ci vada a mani vuote; né sola, dando esca a malelingue: m’accompagna il figlio mezzano, mentre il maggiore rimane a guardare il minore. Il nostro poderetto, ho provveduto che fosse arato e seminato. Ai due “giornalieri” ho dato 150.000 lire. Si son fatte le elezioni per il Comune. Ho votato Democrazia Cristiana, come il parroco m’ha suggerito. Per la Falce e Martello la sconfitta è stata grande: come fossero morti, in un cataletto. 

Ma che vincano gli uni o gli altri, è tutt’una. Nulla cambia per noi poveretti: abbiamo zappato ieri, zapperemo ancora domani. Molte ulive quest’anno, dai nostri ulivi. L’uomo e i due ragazzi che ho assunto, l’uno per bacchiarle, gli altri per raccoglierle a terra, mi sono costati 27.000 lire. Altre 12.000 lire le ho spese per il frantoio. Ne ho ricavato tant’olio da riempire una giara grande e una piccola. Posso ricavarne il prezzo corrente che è di 1.300 lire al litro.

Amore lontano, il mio cuore ti pensa. Ora, soprattutto, che viene Natale e vorrei essere insieme a te, cuore a cuore. Un abbraccio, dunque, da me e dai tre figliolini. Arrivederci, amore caro, il mio cuore è tuo e ti sono fedele, unita a te come i nostri due anelli.

Ecco il mio regalo. Buone feste.

p.s. Se vi piacciono le lettere a disegni, eccone un'altra...ma è tutta un'altra storia.❤️ 

30 anni di diritti

“La Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza - ha detto il presidente dell’UNICEF Italia Francesco Samengo - è il trattato sui diritti umani maggiormente ratificato al mondo e in 30 anni è stata determinante nel migliorare la vita di bambini, bambine e adolescenti. Ha ispirato i Governi ad adottare nuove leggi e stanziare nuovi fondi per aumentare l’accesso ai servizi loro destinati e godere dei propri diritti. Ha contribuito a cambiare la percezione sull’infanzia e l’adolescenza, garantendo a bambini e ragazzi un nuovo protagonismo. Nonostante questo, la Convenzione non è ancora pienamente attuata, conosciuta e capita. Inoltre, la condizione dell’infanzia e dell’adolescenza è in continua evoluzione, bisogna quindi attualizzare quanto previsto in materia di diritti affinché per ogni bambino, ogni diritto sia garantito e realizzato”.

Oggi la Convenzione compie 30 anni

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QUI il documento dell'UNICEF 

In inglese su QUESTA PAGINA quanto proposto da Parlamento Europeo 

La RAI-ragazzi dedica il suo PALINSESTO alla giornata 

30 anni di muro

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Per non dimenticare bisogna restare in allerta sugli altri muri che ancora si ergono saldi

 I muri che dividono il mondo