C'è una scuola....

C'è una scuola grande come il mondo.
Ci insegnano maestri e professori,
avvocati, muratori,
televisori, giornali,
cartelli stradali,
il sole, i temporali, le stelle.

Ci sono lezioni facili
e lezioni difficili,
brutte, belle e così così...
Si impara a parlare, a giocare,
a dormire, a svegliarsi,
a voler bene e perfino
ad arrabbiarsi.

Ci sono esami tutti i momenti,
ma non ci sono ripetenti:
nessuno può fermarsi a dieci anni,
a quindici, a venti,
e riposare un pochino.
Di imparare non si finisce mai,
e quel che non si sa
è sempre più importante
di quel che si sa già.

Questa scuola è il mondo intero
quanto è grosso:
apri gli occhi e anche tu sarai promosso!

buon anno scolastico con le parole di Gianni Rodari

Selfiebook

Anche quest'anno, durante l'estate, il Comprensivo1 non vi abbandona e vi propone un gioco: il SELFIEBOOK

Partecipanti  Possono partecipare tutti:  alunni (bambini della scuola Infanzia aiutati da genitori/fratelli..., bambini della primaria, ragazzi della secondaria, ex alunni), prof, genitori, amici e followers del sito.

Regole  
  • Scatta un selfie (cioè una foto da solo, ma puoi anche fartela scattare, va bene lo stesso) con il libro che stai/hai letto cercando di comunicare con il volto o il corpo l'emozione che ti ha suscitato (anche emozioni negative vanno bene).
  • Copiaincolla o scrivi una breve presentazione oggettiva del testo, autore, casa editrice....
  • Completa con un breve testo che spieghi l'emozione
  • Spedisci a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 
Alla fine dell'estate sarà pubblicato un e-book

Se cerchi ispirazione sui libri da leggere puoi usare i vecchi post del nostro sito:
Se vuoi leggere il primo Selfiebook, leggi qui

la giornata mondiale del libro

Dai, per prima cosa, un'occhiata al sito dell'Unesco.
 
Perchè il 23 aprile?
Il 23 aprile è il giorno della scomparsa dell'autore spagnolo Miguel de Cervantes (1547-1616) e la data di nascita dell'inglese William Shakespeare (1564-1616), di cui ricorre il 450 anniversario.

Come è nata questa festa?
La festa, chiamata anche Giornata del libro e delle rose, è nata in Catalogna. È stata inventata dallo scrittore ed editore di Valencia, Vincent Clavel Andrés (1888-1967). Nel 1926 re Alfonso XIII ha istituito per la prima volta la Giornata del libro spagnolo. La festa era il 7 ottobre; è stata spostata al 23 aprile dal 1931.
Il 23 aprile è la festa di San Giorgio, patrono della Catalogna, e i librai della regione usano regalare una rosa per ogni libro venduto. Essi seguono un'antica tradizione:  il 23 aprile gli uomini regalano una rosa alla donna amata. Oggi si usa regalare un libro e una rosa anche fra amici, parenti e innamorati.
 
Qual è quest'anno la capitale del libro?
Quest'anno, la capitale mondiale del libro è la nigeriana Port Harcourt. Dal 2001 L'Unesco nomina ogni anno una città Capitale mondiale del libro. La prima città a essere scelta è stata Madrid. Per l'Italia Torino è stata nominata nel 2006.
 
Quali sono le iniziative in Italia?
In Italia, dal 2011 è nata, la campagna nazionale Maggio dei libri. La campagna inizia il 23 aprile, in coincidenza con la Giornata mondiale del libro e del diritto d'autore, per concludersi un mese dopo, il 23 maggio, con la Festa del libro. Uno degli slogan di quest'anno è  Un libro ti accende che viene illustrato anche nel nostro logo.
 
Vuoi partecipare?
Dal 23 al 30 aprile, la campagna nazionale dedicata a tutti i lettori, chiede di fotografarsi con il proprio libro preferito in mano e inviare la foto a www.cittainvisibili.org indicando il titolo e la frase più bella prescelta: un vero e proprio selfie.
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Giornata dell'autismo

Oggi è la Giornata Mondiale dell’Autismo, istituita dall’Onu nel 2007a Roma sarà illuminata di blu la facciata di Palazzo Montecitorio e l'obelisco di Piazza del Popolo, noi non possiamo far altro che accogliere e discutere, facendo circolare più voci possibili.

 

  • il blog di Gianluca Nicoletti
  • Insettopia dovrà essere proprio questo, una città così folle che forse non uscirà mai dalla sua condizione d' immateriale utopia, allo stesso tempo un edificio comune costruito sulla tenacia e sulla rabbia di qualche centinaio di migliaia di famiglie, che non ne possono più di essere solamente commiserate perché....Sai con quel problema!!!
  • alcune proposte dell' Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici - ANGSA Onlus Roma
  • un convegno organizzato dall'Ospedale Bambino Gesù
  • la 3E sta leggendo il libro di Mark Haddon "Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte"
  • la voce da dentro: cos'è l'autismo

Mario Lodi, un "vecchio" maestro

Ieri ci ha lasciato il nostro vecchio maestro Mario Lodi, aveva 92 anni. 

Tullio De Mauro lo ricorda durante un dibattito sui libri di testo: Non partecipava al trambusto e tuttavia seguiva con attenzione. Parlò poco, molto tranquillo. Non propose tesi. Senza enfasi raccontò che cosa faceva, come partiva con le sue allieve e i suoi allievi da ricerche in tante direzioni, coinvolgendo nella vita della classe di volta in volta altri che avessero più esperienze e conoscenze e costruendo con loro e con gli alunni i materiali scritti, i testi da ricordare e rimeditare. Non disse che quella fosse la via unica e più giusta, disse che a Vho di Piadena seguivano quella via, che era una via possibile e che a percorrerla si arricchivano di esperienze vive e di conoscenze vissute sia il maestro sia gli alunni.

Vi invitiamo a  navigare Il suo sito, oppure a leggere una sua testimonianza, quella di un altro maestro, la storia del suo libro Cipì, o quella di un libro sulla sua storia

"Care maestre e cari maestri,
mi è capitato spesso, in questo periodo, di ricevere lettere o telefonate da qualcuno di voi. La domanda che mi viene rivolta con maggiore insistenza è: "Come facciamo a insegnare, in tempi come questi?". I sottintesi alla domanda sono molti: il ritorno del "maestro unico"; classi sempre più affollate; bambini e bambine che provengono da altre culture e lingue e non sanno l'italiano etc.
Anch'io, come voi, soprattutto nei primi anni della mia attività di maestro, mi ponevo interrogativi analoghi. Ho cominciato ad insegnare subito dopo la guerra. Le classi erano molto numerose. Capitava anche di avere bambini e bambine di età diverse.
Forse qualcuno di voi ha la brutta sensazione di lavorare come dopo un conflitto: in mezzo a macerie morali e culturali, a volte causate dal potente di turno – ce n'erano anche quando insegnavo io – che pensa di sistemare tutto con qualche provvedimento d'imperio. I vecchi contadini delle mie parti dicevano sempre che i potenti sono come la pioggia: se puoi, da essa, cerchi riparo; se no, te la prendi e cerchi di non ammalarti e, magari, di fare in modo che si trasformi in refrigerio e nutrimento per i tuoi fiori.
Il mio augurio per il nuovo anno scolastico è questo: non sentitevi mai da sole e da soli! Prima di tutto ci sono i bambini e le bambine, che devono essere nonostante tutto al centro del vostro lavoro e che, vedrete, non finiranno mai di sorprendervi. Poi ci sono altre e altri che, come voi, si stanno chiedendo in giro per l'Italia quale sia ancora il senso di questo bellissimo mestiere. Capitò così anche a me, anche a noi. Cercammo colleghe e colleghi che si ponessero le nostre stesse domande e fu così che incontrammo Giuseppe Tamagnini, Giovanna Legatti, Bruno Ciari e altre e altri con i quali costruimmo il Movimento di Cooperazione Educativa. Poi ci sono anche i genitori e le zie e i nonni dei vostri alunni e delle vostre alunne, che possono darvi una mano, se saprete, anche insieme a loro, rendere la scuola un luogo accogliente e bello, in cui ciascuno abbia il piacere e la felicità di entrare e restare assieme ad altri.
Non dimenticate che davanti al maestro e alla maestra passa sempre il futuro. Non solo quello della scuola, ma quello di un intero Paese: che ha alla sua base un testo fondamentale e ricchissimo, la Costituzione, che può essere il vostro primo strumento di lavoro.
Siate orgogliosi dell'importanza del vostro mestiere e pretendete che esso venga riconosciuto per quel moltissimo che vale.
Un abbraccio grande".