Barbara Schiavulli torna tra noi dopo qualche anno, ma la situazione mondiale è sempre e ancora instabile. Grazie ai giornalisti di guerra tutti possiamo capire l’orrore. Grazie.
A tredici anni quando le mie compagne di scuola volevano fare le maestre, le dottoresse o le ballerine, io volevo fare la giornalista di guerra. Volevo denunciare la violenza, i soprusi, le ingiustizie. Non so come questo pensiero potesse attraversare una tredicenne, ma ero perfettamente conscia del fatto che questo sarebbe stato il mio ruolo nel mondo. E la mia guerra. Lo è ancora oggi trent’anni dopo quando è nato il progetto di Radio Bullets.
Barbara
I ragazzi delle 2 e 3 leggono “Le farfalle non muoiono in cielo” e “Quando muoio lo dico a Dio”





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