estate 2016

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Docente

C’è chi ha un pessimo ricordo della scuola, chi non ricorda esattamente in quale anno ha frequentato la tale classe, chi ricorda bei momenti, o dolori che sembravano enormi.
Bei voti, punizioni, insegnanti indimenticabili, o insegnanti contro i quali si diceva di tutto, tanto erano pessimi.
Poi c’è chi invece una mattina di Agosto, magari proprio la mattina del 4 Agosto 2016, si alza, si prepara di tutto punto, e va in quella che è stata la sua scuola elementare.
Chiede ed ottiene di poter entrare, gira a destra, sale una rampa di scale, va in fondo al corridoio, ed entra nell’ultima porta a destra, proprio come faceva allora.
Si accorge delle modifiche strutturali fatte (la parete che separava lo spogliatoio dall’aula vera e propria non c’è più e la stanza ne guadagna in spazio), e raggiunge il posto che era suo, guardando fuori, dopo decenni, dalla stessa finestra.
I segni della modernità sono tutti presenti, ma il cuore che è entrato in quell’aula è lo stesso di allora, pieno di amore per la scuola.
L’unico cruccio è quello di non poter scattare una foto, perchè sono state fatte le pulizie, e le sedie sono tutte sui banchi.
Ed allora, tornando a casa, su FB mette una foto qualsiasi presa da Internet, tanto per rendere l’idea della sua contentezza. di Andrea Rendi

 

Stavo pensando a qualcosa da scriverre, come ogni Agosto per ricordare questo tempo di vuoto tra un anno e l’altro. Pensavo ai compiti delle vacanze, alle preoccupazioni dei genitori circa le prestazioni dei loro figli, quando si tratterà di rientrare al lavoro. Saranno all’altezza? le prove di ingresso? sembrano minacciose. Mentre pigramente navigo nel web trovo il racconto dell’esperienza che ho ricopiato qui sopra e cerco di mettere in ordine in questo gomitolo di idee.

compitivacanze

Le vacanze sono un tempo  vuoto, non va riempito di cose solite, se no non vale. Va riempito di quello che di solito è nei ritagli di tempo. I compit delle vacanze sono quelli che non si fanno durante l’anno, ovvio! Sono compiti delle vacanze.

Leggere non perché si deve, non perché è un classico o per cento buoni motivi ma solo perché forse “mi può piacere”, è corto quanto basta o finalmente è illustrato e magari se non mi piace lo lascio l+ senza problemi

Fare qualcosa di nuovo che non si è mai fatto prima: imparare a riconoscere le piante, a nuotare, a pitturare una stanza ad aggiustare un rubinetto, preparare un dolce, infilare perline, fare nodi…

Annoiarsi un po’ e chiedersi cosa fare prima di farlo.

Ascoltare la voce del mare, del vento, del traffico, del silenzio, della musica magari in piazza, magari a teatro o basta una radio; ascoltare le voci, i racconti e le storie della gente meglio ancora se questa gente è amica o familiare, per conoscere di più il proprio mondo; meglio ancora se questa gente viene da lontano o è diversa perché è sempre meglio sapere degli altri, meglio ancora se questa gente è anziana perché racconta le n radici e allena alla pazienza e quando si ascolta  tante volte la stessa storia la si impara bene e si pensa di averla vissuta un po’; meglio ancora se questa gente è piccola, quasi bambina, perché costringe a meravigliarsi come la prima volta.

Il bello di questi compiti delle vacanze è che ognuno può farne anche altri un po’… a piacere e non sono mai troppi. A me piace lasciarne traccia per poi rileggere le estati: basta una didascalia ad una foto, un appunto anche quasi un breve elenco di cose, una registrazione di una nota vocale, o un disegno, uno schizzo.

Per i genitori preoccupati di come aiutare i propri figli per prepararsi al nuovo anno scolastico (specie se stanno cambiando ciclo) il compito è uno solo: fare in modo che la scuola sia un gioco, un piacere, una scoperta, una sfida con se stessi. L’allenamento è fatto di cose semplici  parlare CON i propri figli (non AI propri figli), coinvolgerli in quello che si fa, fare in modo che si chiedano sempre il perché, che provino a dare una spiegazione, a fare ipotesi, che riescano a mettersi in sintonia con se stessi (questo è soprattutto quello che va bene per ogni materia) e un po’ con gli altri, che provino a fare da soli piccoli passi di autonomia, saperli guardare da lontano anche mentre si sbucciano un po’ le ginocchia.

Solo così la vacanza può essere allenamento alla scuola perché a scuola “vince” chi cerca e chi si meraviglia.

Antprof per l’estate 2016

n.b. il banner di quest’estate è realizzato con i disegni degli illustratori che ci piacciono… c’è Blake, Luzzati,…. e chi altri? li riconoscete?

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