I colleghi del Comprensivo mi scuseranno se ancora per stavolta racconto in modo personale un evento della scuola secondaria… lo scrivo con l’augurio che sia una delle ultime volte ma ancora per quest’anno, il primo insieme, anche le nostre feste, le tristezze, i saluti sono stati di ordine di scuola o di plesso.
Per noi della secondaria la fine di giugno, non il collegio, ma la chiusura degli esami ha sempre un sapore un po’ strano. Senza fare della facile retorica, si chiude il pacco d’esame e dentro ci sono almeno formalmente archiviati i nostri ragazzi che se ne vanno in giro per la loro vita verso l’età adulta. Si chiude il pacco, certe volte ancora con la ceralacca e il timbro, e si ha la sensazione di partecipare ad un rito antico e iniziatico. Ci si saluta come se quel mese di ferie (tanto a luglio ci si vede ancora per le classi, per…) segnasse davvero un confine. Per noi della scuola l’anno ha un’altra scansione, il capodanno è in un’altra stagione. Tra l’anno vecchio e il nuovo le lancette si fermano per un po’ perchè la scuola si ferma.
Ogni tanto, per qualcuno questo tempo rimane sospeso e “la scuola va in pensione”. Allora quesi saluti molto rumorosi, un po’ commossi, pieni di “…ti ricordi??” sono diversi. La formalità si unisce leggera alla convivialità e alla scomparsa dei ruoli.
Quest’anno abbiamo salutato due grandi amici della Scuola Aldo Moro: la preside Martina e il prof. Curzi.

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Docente