Progetto legalità – con la Comunità “In dialogo”

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Docente

12 febbraio 2019: L’esperienza è stata un momento di vita forte, narrata dai protagonisti stessi. 

  • Porsi sempre le domande: Chi sei? Cosa desideri? Cosa ti fa star bene? 
  • Un consiglio forte e semplice: Dare senso alla propria giornata (prima di cercare e dare un senso alla vita intera). Nella vita bisogna fare i fatti. Non dimenticarsi mai la persona che si sogna di essere da piccoli, dice Gaia: “Sono diventata “tossica” quando sono diventata ciò che io non avrei mai voluto essere”
  • L’accettazione: tutti vogliono essere accettati ma a volte l’esclusione se poggia sui VALORI si può accettare, anzi è la strada da parcorrere.
  • Rischi del nostro tempo: minimizzazione delle dipendenze, attenuazione della“riprovazione” sociale, psichiatrizzazione, abbassamento dei prezzi, stretta connessione con l’idea del divertimento.

Gaia e Igino, 17 anni lei e 50 lui, hanno portato la loro esperienza, i loro sbagli, ma soprattutto i loro insegnamenti senza voler essere insegnanti.
La dolcezza e la semplicità di Gaia hanno coinvolto i ragazzi che sono riusciti ad immedesimarsi, a partecipare alla sua sofferenza raccontata con coraggio e semplicità.
La testimonianza di Igino è stato un momento forte; un padre che racconta come la sua devianza l’abbia portato a perdere tutto: il lavoro, ma soprattutto la famiglia.
Attraverso le loro parole i ragazzi hanno vissuto squarci di vita che forse non li riguarda, vite travagliate, dolorose, ma che i testimoni hanno narrato con il sorriso sulle labbra. Senza filtri hanno mostrato la loro anima guardando ad un futuro migliore senza però dimenticare il passato.
Martedì 19 febbraio, il prossimo appuntamento con gli operatori ed altri testimoni e gli alunni delle classi seconde della scuola secondaria.

 LOCANDINA A 

leggi tutto per scoprire i commenti dei ragazzi di terza

 Partendo dalle cose che mi hanno colpito maggiormente c’è il fatto di come una persona in un periodo di tempo breve può cambiare… 

Un’altra cosa che mi ha colpito, è  come è nata la loro comunità e  come si è diffusa in Italia e persino all’estero:  padre Matteo non ha avuto mai l’idea di fondare la comunità, e nemmeno dopo la sua “creazione” pensava alla sua inredibile espansione persino in altre parti del mondo. Sono stati loro a essere chiamati a creare la comunità… 

da questo incontro mi sono sentita subito rassicurata per il fatto che molte persone sono state aiutate e riportate sulla giusta via…

il problema della droga per fortuna oggi non ci riguarda ma avere informazioni e sapere come comportarci in futuro è importante… 

Nella comunità,ci sono, regole precise da rispettare ci ha spiegato Gaia. Gaia e Igino sono arrivati anche a rubare soldi, oppure a vendersi tutto, persino il tablet di suo figlio per comprarsi la droga. Gaia e Igino si sono allontanati dalle proprie famiglie… 

mi ha ‘spaventato’ l’influenza che la droga può avere sulle persone, per esempio ha spinto Igino a vendere il tablet del figlio e la sua auto e a farlo allontanare dagli amici e dalla famiglia diventando, come ci ha detto lui, come un mostro…  

questi due testimoni ci hanno detto che da quando non fanno più uso di droghe hanno imparato a riscoprire molte cose che prima neanche consideravano. Secondo me questo incontro ha aiutato tanti ragazzi a capire che la vita non va sprecata per seguire la droga. Ce lo ha fatto capire ancora di più Gaia perché è solo di qualche anno più grande di noi…

La cosa che mi ha colpito più è stato il modo in cui l’uomo ci ha detto che lui non ha paura, lui ha il terrore di tornare a drogarsi. Entrambi hanno detto che la loro vita adesso tutti insieme è bellissima ma che devono avere sempre autocontrollo perché per loro è molto semplice iniziare di nuovo in un momento triste…

dicono che da soli “HANNO ROVINATO LA LORO VITA”. Igino non ha mai ascoltato la sua famiglia, aveva smesso per 12 anni e poi ha ricominciato,  solo da poco tempo si è reso conto di quanto abbia davvero sbagliato…

Loro due sono entrati in questa comunità e sono venuti a scuola per chiedere scusa sui loro gravissimi errori…

 

hanno parlato della loro storia ridendoci sopra ma essendo molto seri ed emozionati allo stesso tempo, hannocercato di spiegare cosa avrebbe cambiato le cose, chi avrebbero ascoltato e perchè non hanno dato scolto a chi invece ha cercato di aiutarli, hanno parlato dei “sacrifici” che hanno fatto pur di avere degli attimi di felicità per colmare un vuoto che si ampliava ancora di più dopo quella felicità superficiale donata loro dalla droga. Igino ha raccontanto di alcune ferite che per lui sono ancora aperte…

 

Comprensivo1 Frosinone

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