job shadowing in Grecia

dal 24-2-20025 al 1-3-2025

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antprof

Docente

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1 giorno

Dopo 12 ore di viaggi (auto, aereo, bus, bus, auto) le “ragazze” dell’erasmus si “connettono” con la Grecia. L’incontro serale con le nostre ospiti ha il sapore di una antica tradizione di ospitalità. Oggi poi inizia davvero il nostro jobshadowing. Incontriamo gli altri ospiti francesi, conosciamo la scuola, gli spazi così diversi dai nostri. La sala prof, la preside, i dolci così dolci di miele e frutta secca, i ragazzi curiosi, che ci sfidano sul Partenone (e perdiamo ovviamente, perdiamo😉). Ci confrontiamo sull’organizzazione scolastica, poi sulle tecnologie (programmazione con scratch). In laboratorio gruppetti di tre ragazze e ragazzi costruiscono un quiz. Io sto con le ragazze, sono una di loro😉…. poi Thiva ci sorprende con il suo museo commovente, ricco e gentile che aspetta la fine della nostra meraviglia prima di chiudere. Due passi ancora e la chiesa di San Demetrio ci apre le porte e il pope ci accoglie: ah, Erasmus? E ci regala piccoli pezzi di pane. Anche il supermercato all’angolo: ah, Erasmus?! E la signora alla cassa sorride e ci parla in inglese.🥰

2 giorno

è difficile cercare di ricordare tutte le meraviglie di un giorno speciale con ospiti deliziose. Le chiacchiere sul treno delle nostre storie, con le parole che si mescolano nelle lingue, resta fermo quello che ci scambiamo. La città è ferma nel tempo dei miti e la nostra guida ci accompagna tra i misteri dei colori, della conoscenza e della grazia. Cosa sono gli esseri umani, i miti, la conoscenza? Atena sempre presente. E raccogliamo una piccola pietra da portare a scuola perché i sassi sono vivi. E il tempo ci insegue nelle strade moderne, nella taverna dove continuiamo a intrecciare le nostre vite, le storie e le nostre scuole. Nell’autobus del ritorno, ormai in penombra, stavolta sottovoce chiacchieriamo ancora.

3 giorno

La matematica e la ginnastica hanno riempito la nostra giornata di ieri soprattutto con la simpatia, professionalità e i racconti di scuola e di vita dei nostri prof. A loro si è aggiunta la prof di chimica che ci ha accompagnato alla scoperta di Calchidia e delle sue correnti e le maree che rincorrono. ❤️

4 giorno

In fila, come processionarie (prima foto) ci inoltriamo verso Delfi. Le nuvole avvolgono il Parnaso. C’è la neve. La strada solitaria di montagna. Camminiamo in una specie di pianura e in un attimo siamo su. Inizia il viaggio dell’anima (lo so che è retorica pura ma non trovo parole diverse) il viaggio negli strati profondi. Senza una guida saggia ed entusiasta (=che parla attraverso) non sarebbe stato possibile (è un caso???) iniziamo il viaggio dalla notte dei tempi. Natura, pensiero, arte, antropologia, scienza, tutto un grumo di emozioni. Mi risale da un posto dentro di me tutto quello che sono e sono stata. Faccio pace con il mio essere qui in questo strano tempo aggrovigliato. Abbraccio Penny la guida. Penso che tutti dovrebbero un giorno incontrarne una in un posto come questo. Ripenso al mio lavoro e come cambia nel tempo. Le pietre piene di parole, scritte dovunque il conto delle spese per costruire e la musica, agli angoli delle strade… lo so che i vecchi si commuovono, ma io avrei pianto anche se fossi stata bambina.

5 giorno

Quando vivi la vita degli altri partecipi dei loro sogni, delle loro storie, dei loro drammi. È stato facile per noi essere lì a condividere la lotta per la giustizia.
Arriva un messaggio d’invito: ci vediamo in piazza. Ci siamo. Tutto si ferma, tutto chiuso, i ragazzi della nostra scuola con i loro striscioni, il suono continuo dei clacson dei trattori. Arriviamo alla stazione da cui partono i palloncini neri… simbolo dell’ossigeno che manca. Risaliamo la collina con Vaso che racconta e noi ascoltiamo. Poi, quando tutto ritorna tranquillo, per strada ci ferma una ragazza e la sua mamma, ci saluta, è della scuola, la conosciamo. Si discute di futuro, di opportunità per i ragazzi, dell’Europa che in questo preciso istante ci sembra di poter toccare, afferrare e non lasciar scappare. Si parla di giustizia, corruzione, l’indipendenza dei giudici, democrazia, del potere del pensiero, delle donne… ci abbracciamo. Auguriamo buona vita e pensiero critico alla nostra studentessa. La mamma ci invita a pranzo, decliniamo l’invito ma dentro l’abbiamo accettato.
6 giorno
Fine del viaggio. Gli incastri orari ci trasformano in vere turiste per qualche ora. Sul treno che ci porta ad Atene ci sono anche i ragazzi dell’erasmus che abbiamo incrociato in questi giorni e le colleghe con cui abbiamo condiviso la colazione (3 pezzi di erasmus in un colpo solo). Io e Demi siamo nel vagone con un giovane produttore di vino che torna a casa per il weekend. Ci suggerisce soluzioni per il nostro breve tour. È pratico. Ha studiato un po’in Italia, mi appunto il nome della sua cantina (le cantine per me hanno un fascino antico anche se sono astemia). E Atene lieve e turistica ci abbraccia. La metropolitana, la signora dello shop di creme all’olio ci abbraccia dopo averci unto gentilmente di crema e di parole greche, il deposito bagagli, il balletto simbolico e lento della guardia a palazzo (che mi riporta a quando figlio1 appassionato di mitologia a carnevale scelse il costume tradizionale greco). Poi la strada dello shopping verso Monastiraki che termina con una piccola sorpresa ortodossa. E poi l’area archeologica ampia. In primo piano la torre dei venti, dove il vento ha avuto nome. Il caso ci riporta senza esserci accordate nel locale che hanno scelto anche le nostre colleghe. Sorpresa: yogurt e le chiacchiere con il gestore innamorato dell’amore che racconta la sua storia e ci augura di essere sempre innamorate, perché è l’amore che muove. È ora di tornare. I bagagli sono pieni. Le luci si sono accese e a Roma piove.

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