Dalle referenti
30/06/24 Giorno 1-le “giovani” studentesse sono finalmente arrivate a destinazione. Vivere nel Campus Hub è un’esperienza molto piacevole. Ragazzi, giovani, partite degli europei, mescolanze. La piazzetta interna è crocevia. Le stanze spartane e la cucina in comune (che permette di ritrovarci e conoscere). Abbiamo fatto l’esperienza dei mezzi pubblici, l’accoglienza della scuola che ci ospiterà con un aperitivo per gli studenti +30. Pranzo turco e cena sulla spiaggetta a programmare le attività integrative che vogliamo fare nei prossimi giorni.
01/07/24 giorno2 A Malta ci muoviamo in taxi.chiacchieriamo con giovani autisti che ci raccontano pezzi di isola.Stamattina turiste per caso.La basilica di s.Giovanni trabocca di meraviglia: dorata, decorata, iper barocca, le cappelle delle 8lingue e Caravaggio ipnotico e crudele. Poi torniamo ragazze: alla reception mi sbagliano informazione e capito in potenziamento in una classe di ragazzi, giochi linguistici, risate. Il mio compagno cileno sta qui 3 mesi. Ci sto bene in questa classe: future continous. L’altra lezione è la CLASSE, ci sono studenti nuovi, come me. D. si è dimessa dalla sua ditta, è in anno sabbatico. La mia compagna si chiama Ester, è sudamericana con figlia in Svizzera. Storie. My teacher is very calm and ironic. My lesson: la forma attiva e passiva (adoro i transitivi). E la giornata finisce. Con le mie compagne di viaggio un Irish Pub e sessione serale di homework. Good night my sweet Erasmus.Abbiamo fatto la tessera del Casinò per vedere com’era dentro. C’è solo un tavolo per la roulette e per black jack. Poi solo macchinette. Da fuori sembrava molto diverso. Dentro solo lampadari e il bagno dorato. Usciamo deluse.
02/07/2024 giorno 3. Le lezioni a scuola si alternano tra ore mattutine e pomeridiane. Ognuna di noi frequenta le lezioni secondo il proprio livello in piccoli gruppi-classe dove i docenti ci guidano nella conversazione con studenti che provengono da ogni parte del mondo: oggi ho conversato con una dottoressa giapponese, una pensionata brasiliana, una manager ceca. La grammatica mi ha vista impegnata nelle prime due forme del condizionale. Alle 14.30 l’impegno scolastico finisce; avevamo programmato di andare a trascorrere qualche ora in una spiaggia da molti raccomandata ma la giornata è particolarmente ventosa, la spiaggia si trova in un’area esposta e così scegliamo una piccola insenatura a poche decine di metri dalla scuola. Qualche ora di serene chiacchiere.
Aggiungo: studio il futuro nelle prop dipendenti. In classe si lavora in gruppi, cercando di mischiare lingue di provenienza diverse. Mi accorgo che la misura “settimanale” è quella meno frequente. Avverto la differenza di familiarità tra chi è compagno di corso da lunga data. I gruppi sono da tre.
Le rocce, che sento familiari sotto i piedi, mi sorprendono alla vista. Malta è gialla e polverosa. L’acqua è calda.
03/07/24 4giorno La giornata oggi ci regala tanti stupori. Mi regalo una passeggiata solitaria alla città universitaria. Il vento di maestrale lo conosco bene, mi è familiare il suo odore e la sua forza. Le tre gialle città protese nella baia mescolano storie e culture raccontandole con le case e i colori. Oggi fotografo le nuvole. A scuola ritorno nella mia classe. La mia compagna porta un dolce brasiliano per tutti noi: i bacetti. La lezione is sweet. Fatica, fatica. Lavoro sul pensiero complesso delle subordinate: causali, finali…Nella classe di approfondimento discutiamo sui vantaggi/svantaggi della settimana lavorativa di 4 giorni. È una classe piena di teacher. Poi cambia scena. La scuola ha organizzato un’uscita all’antica capitale Rabat e Mdina. Vecchi adolescenti in gita. La sorpresa di capire la guida. La sorpresa del tramonto. Lo stupore di come uomini e culture si scontrano…poi in ogni caso, in qualche modo si mescolano. Thank you my Erasmus for knowledge!
04/07/24 5 giorno La giornata inizia con la nuova lezione. La classe è una piccola comunità e mi viene voglia di fissare le storie di questi compagni di viaggi. È il compleanno di Gabriel, 33 anni, ci racconta della sua ricerca dell’amore, del suo bisogno di essere capace di ricevere l’amore. Nelle nostre lingue gli facciamo un augurio speciale (il suo primo compleanno lontano da casa e in estate😱). E la lezione di oggi segue il filo delle parole che uniscono, dividono, mettono in relazione le frasi, proprio come le relazioni umane. Domani sarà l’ultimo giorno per molti di noi nella classe… Io sono stata unica compagna passeggera. Gli altri erano già una comunità. Nella sua lezione Zarah spiega come si diventa studenti. Parla dei test di livello dice che è difficile trovare il giusto equilibrio tra il semplice e il complesso: bisogna avere un obiettivo alto per progredire, ma non troppo per non essere all’altezza. Per il discorso indiretto oggi lavoro con Saki e Paulita del mio corso. Saki è affascinata da questa prof: concordiamo!
E ancora una volta ci trasformiamo: cerchiamo un mare sottovento. Le calette rocciose mi sono familiari, a piedi nudi sento però una consistenza liscia, compatta e il vento ha grattugiato la pietra o l’ha lisciata senza rugosità. Il mare è limpido ma non ci sono alghe e vita nelle pozze. Sonnecchio. Il piccolo bar sul golfo è abitato da uomini, sporco. Un baretto mediterraneo di altri tempi. I cartelli sono scritti a mano con la vernice, non c’è il bagno (è scritto ovunque). Le mosche si affollano sui bidoni delle lattine vuote e delle immondizie. Ci siamo noi e 4 ragazzine sedute ad un tavolo pieno di briciole. Di sera ci concediamo una vera cena alternativa al supermercato e al turco. Il proprietario catanese ci racconta che vive a casa sua 4 giorni al mese e il bagno a mare lo fa in Sicilia. La mia parmigiana è buona e tradizionale, oleosa a sufficienza e ben fritta. Poi ci perdiamo nelle strade vicino all’Hub.
05/07/2024 6giorno La sabbia di Malta è fatta di briciole di sasso, rosso, nero, grigio e opale. Non si attacca alla pelle e se ti muovi puoi scavare una forma accogliente. Vicino alla scuola c’è una spiaggetta piccola con due stabilimenti, uno dei due è gestito da neri, a poco prezzo. La spiaggia si riempie prestissimo, è in fondo ad un’insenatura e la plastica che si infila dentro non riesce ad uscire e si mescola ai fili di Possidoni a.,Mentre aspettiamo l’ora della lezione ce ne stiamo a chiacchierare. Il vento è sceso, fa caldo.
La ragazza orientale ci arrotola pazientemente il gelato (il nostro pranzo per oggi): lo lavora con la spatola su una piastra gelata. Parla poco, l’essenziale. Paghiamo la manodopera ritmica e cadenzata e lo mangiamo lentamente, una alla volta, dopo tanta cura.
Oggi a scuola c’è la festa del diploma sulla terrazza al 6 piano. Gli studenti hanno ogni età e si scambiano l’un l’altro il tocco e la toga arancioni, sudori e sorrisi. Chi vuole si fotografa nella cornice di cartone. Fa caldo. Sul buffet ci sono i pasticci, piccole sfogliatelle ricce e salate ripiene di crema di legumi/verdure.
Le lezioni oggi sono le ultime. Nel potenziato scopro che la giovane insegnante nuova di oggi è quella vera, è stata ammalata e si scusa. Lavoro con una collega italiana lombarda ma siamo brave e non diciamo neanche una parola in Italiano. L’ascolto di un’intervista sulle organizzazioni umanitarie è difficile perché per noi ogni ascolto è complicato. I numeri, le preposizioni, il ritmo sono veloci. La tecnica che mettiamo in atto è quella di cercare di percepire qualche parola chiave per ogni scena, da cui partire. In classe con me c’è una donna soldato.
Inizia l’ultima lezione. Oggi l’aria è grave, domani partiremo in 4. J. ci chiede come stiamo. Chi è qui da mesi mescola la nostalgia per quello che sta lasciando con quella per la casa che gli è mancata. Per me una settimana è volata. Chi resta ancora, immagina la sua partenza. Quindi oggi solo conversazione, domande e curiosità l’un l’altro. Il prof regala una riflessione sul dialogo positivo da avere con se stessi e su se stessi.
E poi iniziano le domande. Cosa posso consigliare per un viaggio nel luogo in cui vivo? (la cascata i due parchi nazionali le abbazie?). Mentre mostro la mappa di Google e le foto, bussano, entrano e mi consegnano la busta dei diplomi e ovviamente mi chiamano “teacher”. Risate. Poi ancora domande: com’è la scuola in Italia e cosa penso che non funzioni (e giù a parlare di come mi piacerebbe che la scuola somigliasse sempre ad una scuola dell’infanzia fino all’università), mi chiedono che farò al mio ritorno (Pantelleria è così vicina e pronta. D. è entusiasta.) Domanda difficile: è vero che gli italiani sono chiusi? Parliamo di donne, femminicidi, stranieri.
L’altro giorno all’immagine di monna Lisa molti hanno detto it is boring e io ho pensato. Vero. Nulla di strano Quanta diversità c’è nella conoscenza, nel gusto, nel riconoscere il bello, comprendere le storie e la storia.
E cambierei qualcosa della mia vita, se potessi tornare in dietro? Mi ascoltano nel mio inglese stentato che però funziona. Cosa mi piace fare? Take Picture by words.
Tocca agli altri. E. non si sposerebbe così giovane, dovrà decidere dove andare a vivere, si sposterà, cercherà un altro posto “vicino” a sua figlia in Svizzera, suo figlio può fare da solo in questo periodo, se avesse un super potere troverebbe una cura per il cancro.
Le chiedo se suona qualche strumento e racconta di quando loro 4 sorelle (la più grande già maestra di musica) suonavano il pianoforte, si diplomavano al conservatorio e avevano un pianoforte per ciascuno. Ora casa sua è troppo piccola per un pianoforte e lei ogni tanto si va ad esercitare in una sala pagando il noleggio. Le piace Chopin.
J. è partito a ottobre scorso, ha la moglie che si chiama Beatriz e ne ha nostalgia, impiegherà due giorni ad arrivare ed è contento di tornare. P. prende delicatamente l’ultimo spazio, parla delle figlie, è discreta ed elegante nei modi. La lezione è finita. Foto di rito abbraccibaci e via (il gruppo wh resterà come filo leggero). My english is better than before, my world view too.
Salutiamo Malta dalla capitale: la porta della città vecchia conserva le tappe dell’indipendenza in questa lingua che sembra familiare anche se è piena di suoni arabi. Ceniamo con pane e polpette in un locale che ci anticipa il ritorno a casa.

Erasmus
Con Drusilla chiacchieriamo su cosa abbiamo imparato di nuovo. La scuola breve segue uno standard che sembra funzionare: introduzione, discorsiva/amicale, correzione tra pari in gruppetto e coppia, doppia verifica con gruppetto/coppia diversa, poi correzione globale. Introduzione nuovo argomento con immagine: cosa sai? Cosa pensi? Prova a descrivere. Poi l’attività nuova con testo, audio o video da comprendere, esercizi, attenzione alle nuove parole e costrutti. Esempi di uso. Il compito per casa a volte serve per consolidare, altre volte per anticipare/preparare la lezione. La scansione permette di poter usufruire di una unità di studio non necessariamente in continuum con le altre. La lezione è sempre intessuta di riflessioni sull’apprendimento, sulla gestione delle nuove conoscenze, spesso si ride, si scherza. Il setting d’aula è vario. Ma i bagagli sono pronti.
Abbiamo tempo per una piccola passeggiata al centro. Mentre chiacchieriamo entriamo in un portone: è la sede della Società filarmonica. A sinistra tavoli da biliardo e anziani giocatori, a destra tavoli per l’english breakfast a 5€, poi una vetrina con gadget da acquistare a sostegno della filarmonica e le targhe e le foto che ne ricordano la storia. Tra i maestri che l’hanno diretta c’è Licinio Refice, raccogliamo un altro filo. Il museo archeologico è economico e ricco. Scopriamo una Malta che non aveva ancora niente a che fare con la cavalleria, né con i Turchi, né con gli Inglesi. Si tratta di un passato fatto di Matres, megaliti, ossidiane scalfite, città dei morti, naufragi. Trovo schegge della mia storia.
Viaggiare è nel nostro dna di nomadi. Viaggiare costa. È un lusso (anche se lo fai in austerità). Viaggiare mi sorprende e riempie di meraviglia anche quando vedo ciò che non mi piace. Di Malta mi porto l’immagine simbolica di bagni ovunque pulitissimi e accoglienti. Confronto.
Viaggiare ti lega ai tuoi compagni. Ti mostra essenziale: quello che sei, piuttosto quello che appari. La stanchezza, le novità, i piccoli disagi, lo scontro con il nuovo ti mettono a nudo. Se sei fortunato l’intimità e la conoscenza che ne nascono sono souvenir preziosi. Thank you, my Erasmus, let me ride up with you!

antprof
Docente