L’ultimo collegio di giugno segna la fine dell’anno scolastico, apre la pausa singhiozzante dell’estate in cui ci si incontra a tratti, si lavora in pochi alla volta. La pausa di riflessione e di interiorità.
Da domani i ragazzi di terza avranno il loro foglio di via, con le competenze e il voto d’esame. Se ne vanno con i loro bagagli invisibili, le delusioni, i rimpianti, le sfide affrontate e vinte. Noi possiamo solo accompagnarli con la speranza che siano ‘brave persone’ che sappiano affrontare la vita con forza e leggerezza, che sappiano dare il meglio senza preoccuparsi troppo di eccellere, che considerino traguardo il piacere della scoperta.
Se ne vanno, quest’anno, tre maestre della scuola. Mentre ci salutiamo (e ci scusiamo con loro per la confusione, i ritardi, i pensieri troppo veloci di questo saluto), ascoltiamo le loro parole e sappiamo che la quotidianità sarà vuota di loro. Ci sarà il ‘pudore’ del pensionamento che di solito tiene lontani. La stessa strana sensazione di un trasloco, quando la casa che vivevi con tanta intensità improvvisamente non ti appartiene più, non hai che il diritto del ricordo. Ci diciamo sempre ‘veniteci a trovare’ ma sappiamo che non accadrà spesso. (CLIC qui per leggere il loro saluto)
Se ne vanno i colleghi giovani e precari con i quali abbiamo vissuto un tempo breve di giorni o mesi. Ci diamo nuovi appuntamenti perché speriamo che i loro percorsi li riportino tra noi, lasciamo progetti aperti per loro, ad aspettarli.
Quest’anno se ne vanno i nuovi colleghi neoassunti. È un anno speciale perché sono tanti. Un saldo positivo fatto di professionalità e umanità. Li lasciamo andare verso il loro ‘posto’ nella scuola. Sono ‘dei nostri’ ma non sono nostri.
Per noi che restiamo c’è da fare i conti. Ripensare gli equilibrismi tra rigore e accoglienza, stilare liste di ‘cose’ che quest’anno non siamo riusciti a portare a termine, progetti che sì, si potrebbero proprio fare se… Ieri sera, scusateci ancora, i saluti sono stati troppo frettolosi, per tutti.


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Docente