
Solo una contraddizione apparente, il 2 luglio alla Cerimonia di premiazione del progetto Scuola+ (15 progetti di didattica integrata) presso la Sala Capitolare del Senato della Repubblica; contraddizione apparente tra la ricchezza degli interventi didattici, la confusione creativa, il chiacchiericcio digitale che ha animato per mesi la piattaforma di lavoro e la composta e attenta partecipazione dei circa 300 fra studenti e docenti delle scuole di ogni ordine e grado del Lazio, nei loro vestiti eleganti, con la pazienza di chi è piccolo ma affronta con serietà la noia dei discorsi ufficiali e delle riflessioni teoriche. La scuola è così: seria, vitale, creativa, aperta, paziente nonostante tutte le difficoltà, nonostante i tagli, le imperfezioni dell’organizzazione, dei docenti (umani, sempre troppo umani e fallaci).
Si è discusso di didattica innovativa e di nuove tecnologie con il Presidente RAI Annamaria Tarantola, il vice Presidente della 7ª Commissione Istruzione pubblica e Beni culturali del Senato Fabrizio Bocchino, Marco Scancarello del MIUR, Emmanuele F.M. Emmanuele Presidente Fondazione Roma e Riccardo Viale Presidente Fondazione Rosselli. (leggi qui la comunicazione dei vincitori; il comunicato stampa)
Noi c’eravamo. Il progetto Verba_volant_i, che ci ha impegnato nel corso dell’anno è risultato tra le cinque migliori esperienze della Scuola Secondaria di 1°, il sistema particolare di voto degli utenti (che potevano votare ovviamente per i loro progetti ma dovevano obbligatoriamente sceglierne altri 3) ha selezionato i progetti più significativi ed è interessante sottolineare che tra questi ci sono anche le tre migliori esperienze secondo il giudizio della giuria tecnica. E noi c’eravamo.
Il progetto racconta in modo concreto qual è la modalità operativa che il Comprensivo1 intende perseguire per quanto riguarda l’innovazione tecnologica: rendere la tecnologia invisibile.
{loadposition scuolapiu}
In questi ultimi anni si è troppo spesso assistito ad una contrapposizione esasperata tra “favorevoli e contrari”, tra “tradizione e innovazione”. L’introduzione delle tecnologie nella scuola ha sicuramente avuto il ruolo positivo di obbligare tutti a ridiscutere di didattica, a riflettere sui modi e processi di apprendimento. Eppure bisogna pian piano smantellare questo guscio di eccezionalità che avvolge gli ICT; la soluzione è vivere in classe la stessa “virtualità” aumentata che esiste nella realtà e sperimentare situazioni diverse di apprendimento. Quando non si discuterà più di “innovazione tecnologica” come non si discute più di “innovazione quadernesca” o simili, vorrà dire che il salto è stato fatto. L’innovazione (anche se questo sostantivo può essere riduttivo e fuorviante) metodologica usa ciò che è più comodo, utile per raggiungere l’obiettivo del life long learning education. Questo è il senso del progetto del Comprensivo1.
La ricchezza delle osservazioni libere fatte con la spontaneità dai ragazzi sulla piattaforma testimoniano il desiderio di comunicare, di proporsi, di sperimentare e di apprendere al di là del voto, della competizione, dell’individualismo.
Nel progetto proposto, non c’è null’altro che “lezioni normali” nelle varie discipline con la creazione o l’uso di materiali “multimediali” necessari (Mappe concettuali, Esercizi interattivi, Scritture audio/video, podcast, uso di blog, Google apps for education, L.O., e-book). Cioè fare scuola. I premi in denaro, così preziosi in questi tempi, serviranno per colmare il digital devide (vero nemico n.1) e per avere la libertà di sperimentare nuovi dispositivi e servizi. Grazie alla Fondazione Roma e Fondazione Rosselli; a tutti i docenti e ragazzi che hanno partecipato, grazie alla bella rete di docenti che si è creata e a Roma è stato un vero piacere stringersi la mano.Grazie
{qtube vid:=vPv0hMNIXUk? w:=400 h:=500 c1:=00ff00 c2:=0000ff b:=0 rel:=0 ap:=0}

antprof
Docente