la Befana

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Docente

Tra domani e dopodomani arriverà la Befana. Io l’amo molto, così come amo Babbo Natale, Santa Lucia e San Nicola e i morti (n.b.: portano dolci e doni ai bambini siciliani, la notte tra l’1 e 2 novembre); mi piacciono un po’ meno i dolcetti di Halloween, ma credo che se ci si impegna a trovare un equilibrio tra tradizione e globalizzazione ci guadagneremo tutti.

Per la Befana, prendo spunto dalle osservazioni di una mail del prof. M., che mi rimprovera di parlare sempre e solo di libri da leggere e propongo qualcosa di diverso: una vera lettera DI UNA VERA Befana, trovata su Facebook (Befane moderne!)

Sono una Befana, faccio il mio lavoro da circa dieci anni, quindi un tempo abbastanza lungo per gli uomini e uno abbastanza breve per i tempi “celesti”. Adoro i bambini, mi piace scherzare con loro… a volte li prendo in giro con scherzetti anche cattivelli, ma lo faccio per il loro bene: ogni tanto una sana punizione, un colpetto affettuoso di scopa sul sederino, una smorfia… certo non fanno male! Eppure sono tanto triste (? non so se sia la parola giusta), avvilita(??)…penso che sia meglio dire ARRABBIATA, ARRABBIATISSIMA!!! sono anni che penso sempre: “ Adesso scrivo al giornale!”, poi passa l’attimo e, vecchia (e un po’ rimbambita) come sono, mi scordo e via, fino all’anno successivo.
Dopo il turno notturno e la notte trascorsa volteggiando sulla scopa tra camini e tubi di caldaia (ahimè), di giorno presto “servizio” nella zona di Frosinone Stazione.
Di mattina il mio compito è piuttosto semplice: prendo gli avanzi dei dolcetti della notte e li distribuisco ai piccoli che incontro (e anche a qualche “grande” , ma solo a quelli che lo sono del tutto solo per finta), a volte permetto loro di fare un giretto sulla scopa (che, come sapete di giorno non vola ma si fa trascinare stancamente…), inoltre invito le famiglie a partecipare ai giochi e al teatrino dei burattini che si organizzano per passare in allegria l’ultimo giorno delle vacanze…. tutto lavoro leggero, no!??
Eppure ho un cruccio che da tanto tempo mi pungola e mi fa soffrire, a volte mi farebbe quasi dire: BASTA!!! MI LICENZIO.
Oltre i bambini che, ancora per fortuna, si spostano a piedi, accompagnati da mamma, papà, nonne, zie…. ce ne sono tanti che si spostano in auto…io, che sono taaaaaaanto buona, non posso certo trascurarli! Allora, quando vedo che in una macchina c’è un bambino, mi metto in mezzo alla strada, faccio cenno di fermarsi, agito la scopa, sorrido (forse non è un bello spettacolo!), mostro le caramelle nella mano dischiusa…. e loro che fanno??? (“loro” intendo chi guida l’automobile???…) scappano, SCAPPANO, accelerano, anche se si trovano in centro, anche se io spesso mi trovo sulle strisce.
Alcuni insensibili alla curiosità dei figli, mentre loro mi seguono con lo sguardo, sorridono e alzano il ditino per indicarmi, soddisfatti e un po’ intimoriti, passano oltre, dribblando tra le auto, vetri ermeticamente chiusi e “ditone” che fa no, no, proprio come si fa ai “marocchini” al semaforo.
A volte, negli anni passati ho attaccato alla scopa un cartello : TUTTO GRATIS, pensando che forse il povero extracomunitario al semaforo mi avesse “rovinato la piazza”, ma poi ho intuito qualcosa che va al di là del vile denaro anche se quello conta, eccome conta. Eppure dovrebbero saperlo tutti che la Befana è generosa, dà e non riceve nulla in cambio, se si eccettua un bicchiere di latte o di vino, un mandarino, o un biscotto…ma poi solo di notte! . 
Allora, riprendiamo il filo del discorso…
Cosa pensate che faccia l’automobilista che sta dietro l’auto che cortesemente si è fermata per scambiare quattro chiacchiere con una povera vecchia??? OVVIAMENTE SUONA il CLACSON, gesticola, fa la faccia scura e mima parolacce e accidenti vari (come se non mi bastassero quelli che già ho da millenni). Eppure tra queste “cortesissime” persone ci sono nonnini gentili, belle signore truccate e impellicciate, papà o mariti, fidanzati amorevoli, pronti a coprire di doni i loro cari…
Qualche volta al mio gesto di calma, alla mia andatura un po’ zoppicante con cui mi dirigo lentamente sul marciapiede aggiungono un bel “va’ a quel paese!” …. Sciocchi! io, a quel paese ci sto per tutto l’anno!!!
È questo che mi ferisce, e come è triste ferire una Befana!
Tante domande mi si affollano nella testa: perché chi va a piedi non scappa??? perché i giovani, quelli anche un po’ bulli, non mi snobbano e mi sorridono??? perché alcuni, magari più semplici, meno apparentemente “acculturati”, sorridono e si fermano??? perché chi lavora mi saluta e mi fa un gesto di intesa??? perché chi porta un bimbo in macchina spesso non lo tiene sul seggiolino oppure parla al telefono mentre guida??? è amore questo??? perché tanti non credono più alla Befana (è forse più facile “credere” ai centri commerciali???)
Sono una povera vecchia, vedo sempre meno bimbi nei miei viaggi, e ahimè meno “persone”. Voglio ricordare a tutti che fermarsi un attimo non costa nulla, sorridere costa ancora men, ma soprattutto che non è vita senza un sogno. Vi voglio bene.

La Befana in questione ha deciso con dispiacere di non girare più allo scoperto, ormai la si può incontrare solo di notte.

Voglio suggerrire un sito operativo per lavorare con le mani e le cose; se avete poco tempo, potete ancora realizzare queste semplici calze last minute ; oppure esercitarvi con questo bel testo regolativo che vi insegnerà a costruire una buona scopa; questo invece è un piccolo regalo, un suggerimento per un ultimo compito di matematica prima del 7 gennaio Wink.

Comprensivo1 Frosinone

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