Questa mattina a colazione leggo sulla rivista del no profit “Vita” un interessantissimo articolo su come catturare gli alunni borderline, quelli che camminano sul filo del rasoio dell’abbandono….
Un bel progetto, portato avanti con il supporto delle associazioni no profit e sostenuto dagli USR. L’innovazione è quella di prevedere percorsi “diversi” ma all’interno delle scuole, senza sradicare i ragazzi, lasciandoli nelle loro classi, con i loro compagni, … …
Per me, per noi prof dell’AldoMoro, niente di nuovissimo, qualche anno fa, quando ancora c’erano delle ore a disposizione della scuola, avevamo “inventato” il Progetto Barbiana (ecco un’altra somiglianza, anche nel nome)che presentava le stesse modalità: mantenere gli alunni a scuola e in classe, la loro classe, con tempi e attività flessibili, alternare lavori in piccoli gruppi per attività socialmente e manualmente gratificanti e significative, per cercare di riempire di senso la scuola anche per chi non può che considerarla vuota….
Il nostro progetto è finito insieme alle ore in più su cui la scuola poteva disporre, è finito per una strana opposizione di alcuni, è finito…
Ed ecco, stamattina io me lo ricordo e voglio condividerlo.
antprof
Docente